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Dian Fossey (
San Francisco,
16 gennaio 1932 –
Ruanda,
27 dicembre 1985) è stata una
zoologa statunitense.
Dedicò gran parte della sua vita all'osservazione ed allo studio dei
gorilla. La sua attività fu svolta prevalentemente sulle montagne e nelle foreste del
Ruanda, ed inizialmente mosse i primi passi sotto la guida del famoso
paleontologo Louis Leakey. Il suo lavoro è stato spesso paragonato a quello che fece
Jane Goodall studiando gli
scimpanzé.
I primi interessi per l'Africa
Dian incominciò ad interessarsi dei
gorilla dopo aver letto il libro del famoso zoologo
Geroge Schaller. Nel
1963 si finanziò da sola con $8,000
dollari americani il suo primo viaggio in
Africa di ben sei settimane. In
Tanzania Dian incontrò il dottor
Louis Leakey e sua moglie Mary, che esaminavano quell'area alla ricerca di fossili umani. Lavorò per un periodo con loro, prima di partire per lo
Zaire dove ebbe i primi contatti con alcuni
gorilla. Nel
1966 ci fu la grande svolta,
Leakey contattò la Fossey per uno studio urgente sui
gorilla e quella fu l'inizio della sua attività stabile in
Africa.
Il lavoro sui gorilla
Nel
1967 Dian fondò il
Karisoke Research Center, in una remota foresta situata nella provincia del
Ruhengeri, in
Ruanda per osservare i
gorilla. I suoi studi ebbero un tale successo che nel
1970 il
National Geographic Magazine inviò un suo fotografo,
Bob Campbell per documentare il lavoro della Fossey, facendo diventare la studiosa una delle principali esperte mondiali di
gorilla africani. Dian sfruttò tutta quella celebrità per pubblicizzare la causa dei
gorilla, pericolosamente minacciati dai
bracconieri che mettevano a rischio la sopravvivenza dell'intera
specie. Particolarmente famose sono le fotografie nelle quali la Fossey viene toccata da uno dei
gorillada lei più amati, il giovane maschio battezzato Digit, proprio a testimoniare il rapporto di cordialità che si era instaurato con quegli animali che ancora oggi sono considerati pericolosi ed aggressivi. Dian intraprese anche delle dure battaglie per salvaguardare sia l'
habitat dei
gorilla, minacciati dal crescente turismo in quelle zone incontaminate dell'
Africa sia i
gorilla stessi, minacciati da numerosi
zoo europei che pagavano ingenti somme di denaro pur di avere cuccioli ed adulti da esporre nelle loro strutture. Ad ogni modo gli attacchi dei
bracconieri continuarono incessantemente, malgrado le azioni, alle volte anche molto decise della studiosa, molti
gorilla vennero uccisi, mentre altri furono portati via dalle loro montagne per essere messi in vari
zoo del mondo, dove in pochi anni morivano puntualmente. Dian affermò che guardare gli animali in gabbia in uno
zoo non era etico, e si appellò alla
Comunità Europea per modificare le regole di cattura degli animali. La Fossey scrisse anche un libro, Gorillas in the Mist, che attualmente è considerato uno dei migliori manuali per lo studio teorico delle abitudini dei
gorilla.
La morte
Dian Fossey fu brutalmente assassinata la sera del 27
dicembre 1985 nella sua capanna. L'arma del delitto fu una arnese locale, chiamato
panga, usato dai bracconieri per uccidere i
gorilla una volta caduti in trappola. La Fossey fu ritrovata solo il giorno seguente, oramai priva di vita.
Farley Mowat, il biografo della Fossey, ha scritto nel suo libro Woman in the Mists, che con ogni probabilità la morte della studiosa è da attribuire a chi in
Ruanda non aveva interesse alla salvaguardia dei
gorilla o chi vedeva nella Fossey una minaccia alla crescente e redditizia attività turistica della regione. Ad ogni modo sulla morte di Dian Fossey c'è ancora un fitto mistero, è opinione di Mowat che chi ha colpito a morte la studiosa, doveva conoscere bene la zona dell'accampamento e soprattutto le abitudini della vittima, che non era solita lasciare entrare nessuno e dormiva sempre ben chiusa nella sua capanna e a confermare queste tesi, ci fu l'arresto di tutti i membri del suo staff, accusati di complicità nell'omicidio, che potrebbe avere avuto come mandante anche alte sfere del governo ruandese, mai punite a distanza decenni. Mowat afferma anche che la causa scatenante l'omicidio fu il visto di 3 anni rilasciato alla Fossey qualche settimana prima dell'assassinio. Visto che le garantiva una permanenza lunghissima nel paese. Dopo la sua morte, il nome di Dian Fossey fu usato indebitamente dalle autorità locali per pubblicizzare il settore del turismo locale. Durante il
genocidio ruandese del
1994, il campo dove lavorò la Fossey fu completamente distrutto e quelle foreste furono invase da decine di profughi in fuga dalla guerra che procovarono danni irrimediabili all'
habitat naturale dei
gorilla.
Omaggi a Dian Fossey
Dopo la sua morte, fu creato il
Dian Fossey Gorilla Fund International che ha lo scopo di reperire fondi da destinare alla salvaguardia dei primati africani. Inoltre alcuni amici della studiosa, tra cui il dottor
Shirley McGreal continuarono la sua opera, collaborando ancora con l'
International Primate Protection League (IPPL) che aveva già coinvolto la stessa Fossey. Inoltre, già mesi prima della sua morte Dian Fossey aveva firmato un contratto da un milione di dollari con la
Warner Bros. per creare un film intitolato Gorillas in the Mist : the story of Dian Fossey -
Gorilla nella nebbia:
la storia di Dian Fossey, che fu poi realizzato ed ebbe come protagonista
Sigourney Weaver nei panni della Fossey.